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Arte da abitare 3. La casa etrusca
Ambienti, mobili e oggetti in terra d’Etruria.
Autore: Giuseppe Nifosì Pubblicato in Arte da abitare – Data: Giugno 5, 2021 0 commenti 6 minuti
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A proposito delle abitazioni etrusche, non sono molte le informazioni in nostro possesso. Nessuna testimonianza è infatti giunta fino a noi. Sappiano, anche dagli scavi archeologici, che negli edifici civili etruschi l’uso della pietra venne limitato alle fondazioni; per gli alzati, invece, prevalse l’impiego dei mattoni crudi, dell’argilla pressata e del legno, ossia di materiali estremamente deperibili. Sono solo alcune tombe etrusche, quindi, a rendere una plausibile testimonianza visiva delle antiche abitazioni in Etruria, perché ne ricostruiscono l’aspetto sia nella struttura architettonica sia nelle decorazioni. La casa etrusca.

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Per esempio, richiama l’interno di un’abitazione la celebre Tomba dei Rilievi dipinti di Cerveteri, che ha una copertura a doppio spiovente, decorata da finte travi e sorretta da pilastri. Inoltre, piedritti e pareti sono decorati da bassorilievi in stucco policromo, che rappresentano oggetti d’uso comune (coltelli, tenaglie, funi, asce), armi (spade, scudi, elmi) e persino animali domestici.

Tomba dei Rilievi Dipinti, fine IV sec. a.C. Tufo. Cerveteri, Necropoli della Banditaccia.

La forma delle case

Le prime abitazioni etrusche presentavano una pianta quadrata, con tre vani affiancati che si affacciavano su un vestibolo trasversale, secondo una tipologia planimetrica che veniva utilizzata anche nei templi e nei sepolcri coevi. Dal V secolo a.C. le piante degli edifici, quadrate o rettangolari, divennero più articolate: un ambiente di passaggio immetteva generalmente in un cortile centrale, circondato dalle camere e parzialmente coperto da un tetto a spioventi. Quest’ultimo convogliava l’acqua piovana dentro una vasca o un pozzo, secondo uno schema rimasto sostanzialmente immutato anche per le abitazioni romane. La casa etrusca.

Letto in bronzo, 650 a.C ca. Dalla Tomba Regolini-Galassi a Cerveteri. Roma, Museo Gregoriano Etrusco.

Gli ambienti e i mobili

Le pareti delle case più facoltose erano riccamente affrescate a motivi geometrici o con scene figurate. Dell’arredamento etrusco abbiamo invece sufficienti informazioni, fornite dalle pitture murali, dagli arredi scolpiti che ornavano le tombe e dagli oggetti presenti nei corredi funebri. Le case, secondo una consuetudine diffusa nell’antichità, non ospitavano molti mobili: letti, tavoli, tavolini, panche e poltrone di legno, sedie e sgabelli, bracieri e candelabri costituivano, di norma, il corredo completo di un’abitazione.

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Rari erano i piccoli armadi e le credenze; molto diffusa una tipica poltrona di vimini con ampia spalliera e sedile rotondo, che spesso troviamo riprodotta in alcune tombe. Gli arredi delle case signorili erano ovviamente molto ricchi. I letti presentavano normalmente una struttura in legno, più raramente in bronzo, che sosteneva il materasso, ricoperto da cuscini e stoffe preziosamente ricamate.

Letto in bronzo, 650 a.C ca. Veduta dall’alto.

Due tipici oggetti presenti nelle camere da letto signorili erano lo specchio in bronzo lucidato e la cista. Gli specchi erano decorati ad incisione o, più raramente, a rilievo sulla superficie opposta alla parte riflettente. La casa etrusca.

Specchio inciso con Calcante, fine V sec. a.C. Bronzo fuso, altezza 18,5 cm; diametro 14,8 cm. Roma, Museo Gregoriano Etrusco.

Le ciste

Le ciste erano, invece, dei tipici recipienti, dotati di coperchio, realizzati in legno, cuoio o in bronzo. La loro più tipica forma era quella ellittica ma non mancavano le ciste con corpo cilindrico. I coperchi di questi eleganti contenitori erano riccamente decorati con figurette a tutto tondo, che servivano da manici, e anche le superfici dei corpi presentavano scene incise con fregi vegetali (palmette, fiori di loto) o scene figurate.

Cista ovale con amazzonomachia, 340-300 a.C. Bronzo laminato e fuso, altezza totale 39,2 cm; lunghezza 49,0 cm; manico 15,9 x 3,5 cm. Roma, Museo Gregoriano Etrusco.
Cista ovale con amazzonomachia, 340-300 a.C. Particolare del coperchio.

Le ciste erano usate per contenere, in base alle loro dimensioni, oggetti di toeletta o di abbigliamento, soprattutto femminili, gioielli, come spille e fibule, unguenti e strigili. Oggetti come questi, sia pure concepiti per la casa, venivano spesso utilizzati anche per funzioni rituali. La casa etrusca.

Grande fibula da parata, 675-650 a.C. Oro decorato a sbalzo, punzone, ritaglio e granulazione. Da Cerveteri, Tomba Regolini-Galassi. Roma, Museo Gregoriano Etrusco.
Pettorale, 675-650 a.C. Oro, larghezza max 38,1 cm; altezza max 42 cm. Da Cerveteri, Tomba Regolini-Galassi. Roma, Museo Gregoriano Etrusco.

Le stoviglie

Le cucine etrusche erano dotate di un fornello che serviva per arrostire le carni; non mancava mai il grande mortaio di bronzo, costituito da un recipiente rotondo poggiato su un tripode. Gli Etruschi erano amanti della buona tavola, quindi le loro abitazioni avevano sempre un ricco corredo di stoviglie.

Stoviglie e utensili etruschi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia.
Brocca etrusca in terracotta a forma di toro. Tarquinia, Museo Archeologico Nazionale.

Vasi, tazze, brocche e piatti erano realizzati in bucchero (una particolare ceramica realizzata con argilla nera, lucidata in superficie) o anche, nelle case più ricche, in bronzo, argento e oro.

Coppa, 675-650 a.C. Argento. Da Cerveteri, Tomba Regolini-Galassi. Roma, Museo Gregoriano Etrusco.
Patera, 675-630 a.C. Argento dorato lavorato a sbalzo e cesello. Da Cerveteri, Tomba Regolini-Galassi. Roma, Museo Gregoriano Etrusco. La patera era una coppa a forma di scodella poco profonda, usata nei sacrifici rituali per offrire bevande o versare liquidi, come vino o latte, sulla testa delle vittime o sull’ara prima del sacrificio.

Molto diffusi i lebeti, ossia recipienti, in bronzo o più frequentemente di terracotta, usati per conservare o cuocere i cibi, utilizzati anche durante i sacrifici e offerti come premi nelle gare sportive. La casa etrusca.

Lebete con protomi di leone, 675-650 a.C. Bronzo, altezza all’orlo 35 cm, altezza massima 46,5 cm, diametro orlo 47 cm. Da Cerveteri, Tomba Regolini-Galassi. Roma, Museo Gregoriano Etrusco.

Pranzare in Etruria

Come testimoniano gli affreschi ritrovati nelle tombe, le stanze destinate ai banchetti erano arredate con tavoli bassi e lettini in legno o in bronzo, questi ultimi riservati agli ospiti d’onore. In Etruria, infatti, uomini e donne mangiavano sdraiati su un fianco, secondo un uso molto diffuso nel mondo antico.

Scena di banchetto, 473 a.C. ca. Dalla Tomba dei Leopardi, pittura su tufo. Tarquinia, Museo Nazionale.

La loro alimentazione era costituita prevalentemente da latticini e da cereali, come frumento, farro ed orzo, consumati sotto forma di farinata e polenta, nonché da legumi (piselli, ceci, lenticchie), bolliti o cucinati in zuppe. Questa dieta veniva integrata dalla carne, prevalentemente di pecora e di capra. La casa etrusca.

Ricostruzione del banchetto etrusco al Museo Archeologico di Chianciano Terme.


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