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La Basilica di Massenzio
L’ultima grande basilica di Roma imperiale.
Autore: Giuseppe Nifosì Pubblicato in Le civiltà etrusca e romana – Data: Aprile 27, 2022 0 commenti 6 minuti
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La Basilica di Massenzio, o di Costantino, è la più grande basilica del centro monumentale di Roma antica, l’ultima realizzata in ordine di tempo. I lavori di costruzione furono avviati da Massenzio, fra il 308 e il 312 d.C., e poi terminati da Costantino. Per questo, è indifferentemente ricordata con il nome di entrambi gli imperatori.

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La storia della basilica

L’edificio fu innalzato sul colle della Velia che raccordava il Palatino con l’Esquilino, un’area che non fa parte del Foro Romano, ma si trova solo nelle sue immediate vicinanze. Ciononostante, oggi i suoi resti rientrano nell’area archeologica che comprende il Foro Romano e i Fori Imperiali.

Plastico di Roma imperiale. La Basilica di Massenzio è indicata con il pallino rosso.

La funzione prevalente di questo edificio fu quella di tribunale, in quanto sede dell’attività giudiziaria del prefetto urbano. Della Basilica di Massenzio oggi resta in piedi soltanto il lato settentrionale. Tutto il resto crollò probabilmente a seguito di un terremoto nella metà del IX secolo. I materiali furono reimpiegati in altre costruzioni. Le lastre di bronzo dorato che ricoprivano il tetto erano state asportate per ordine di papa Onorio I già nel 626, e riutilizzate per la Basilica di San Pietro.

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La pianta

L’impostazione generale e il sistema costruttivo della Basilica di Massenzio ricordano quello di alcune grandi sale termali di età tardoantica. La pianta era rettangolare e misurava 100 x 65 metri. Aveva una grande navata centrale, di 80 x 25 metri, coperta da tre volte a crociera quadrate, scandita dalla presenza di grandi colonne e conclusa da un’abside semicircolare.

Basilica di Massenzio, pianta. Roma.

Sulla navata si affacciavano 6 vani, 3 per lato, che sostituivano le tradizionali navate minori ed erano separati da setti murari trasversali; tuttavia, il passaggio da un vano all’altro era consentito da grandi aperture ad arco. Il vano centrale del lato settentrionale presentava una seconda abside semicircolare.

Questi vani erano coperti da volte a botte con lacunari ottagonali, ancora ben visibili nella parte superstite dell’edificio.

Basilica di Massenzio, uno dei vani laterali coperto da una volta a botte a lacunari.
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Basilica di Massenzio, particolare dei lacunari.

L’interno

Le grandi volte a crociera della navata centrale, alte 35 metri circa, erano realizzate in opus caementicium e si appoggiavano sui setti murari trasversali. Questi ultimi si affacciavano sulla navata con le grandi colonne corinzie di marmo, alte circa 14,5 metri, oggi scomparse. Ne è sopravvissuta solo una, trasferita nel 1613 in Piazza Santa Maria Maggiore per volontà di papa Paolo V. Le colonne sostenevano monconi di trabeazione in marmo: ne restano solo alcuni blocchi, parzialmente inseriti nella muratura.

Colonna superstite della Basilica di Massenzio, oggi in Piazza Santa Maria Maggiore a Roma, detta Colonna della Pace.
Basilica di Massenzio, 310-313 d.C. Roma.

L’abside occidentale, quella sul lato corto, era affiancata da due colonne e ospitava una colossale statua di Massenzio, alta circa 12 metri, in seguito trasformata in Ritratto di Costantino. Di tale scultura si conservano soltanto alcuni frammenti, scoperti nel 1487 e oggi conservati al Palazzo dei Conservatori, nei Musei Capitolini.

Frammenti del Ritratto di Costantino seduto, 315-330 d.C. Marmo. Roma, Museo dei Conservatori.
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Volto di Costantino, dal Ritratto di Costantino seduto, 315-330 d.C. Marmo. Roma, Museo dei Conservatori.
Mano destra di Costantino, dal Ritratto di Costantino seduto, 315-330 d.C. Marmo. Roma, Museo dei Conservatori.

La seconda abside, quella sul lato lungo, era schermata da due grandi pilastri, o colonne. Presenta ancora oggi due livelli di grandi nicchie, un tempo inquadrate da edicole e probabilmente destinate a ospitare statue.

Basilica di Massenzio, veduta esterna dell’abside sul lato lungo.

Nell’angolo nord‑occidentale restano cinque gradini di una originaria scala a chiocciola; un’altra scala gemella si trovava certamente nell’angolo opposto, quello sud‑orientale.

Basilica di Massenzio, veduta dei vani rimasti in piedi dopo il crollo dell’edificio

Gli accessi

L’ingresso alla basilica si trovava inizialmente solo sul lato corto, a est. Questa soluzione non era comune per le basiliche pubbliche (che avevano l’ingresso sul lato lungo) ma solo per quelle private e certamente costituì un precedente per l’elaborazione della successiva tipologia basilicale cristiana. Sette aperture (o tre, o forse cinque, difficile stabilirlo con certezza) immettevano in un lungo corridoio trasversale, aperto sulla navata centrale mediante tre aperture ad arco. L’ingresso era quindi diametralmente opposto alla prima grande abside.

Ricostruzione della Basilica di Massenzio, spaccato assonometrico. In evidenza, l’accesso sul lato lungo.

Secondo la tradizione storiografica, Costantino intervenne sull’edificio già quasi ultimato facendo sia aprire il secondo ingresso su uno dei lati lunghi, quello a sud, sia ricavare la seconda abside sul lato opposto, quello settentrionale. Secondo ipotesi recenti, questo intervento di integrazione non andrebbe invece attribuito a Costantino, ma potrebbe essere più tardo e risalire alla fine del IV secolo.

Basilica di Massenzio, volte dei vani laterali.

L’esterno

Il nuovo ingresso monumentale, sul prospetto meridionale della Basilica, era preceduto da un portico tetrastilo, con quattro colonne in porfido, e vi si accedeva tramite una scalinata. Grandi finestre, aperte sulle pareti longitudinali del vano centrale, nel dislivello tra il tetto della navata e i tetti dei vani laterali, consentivano l’illuminazione dell’edificio.

Il prospetto orientale manteneva l’ingresso originario e presentava, in alto, ulteriori aperture.

Basilica di Massenzio, veduta delle rovine.


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