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La sede del Bauhaus a Dessau di Gropius
Un capolavoro del Movimento Moderno.
Autore: Giuseppe Nifosì Pubblicato in Architettura del XIX e XX secolo – Data: Giugno 17, 2024 1 commento 11 minuti
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La prima metà del XX secolo fu caratterizzata dalla nuova tendenza progettuale del Movimento Moderno. Gli architetti che vi aderirono si ribellarono al classicismo accademico, sostenendo le nuove proposizioni di forme elementari; promossero l’uso del cemento armato, del ferro e del vetro; proposero il controllo dell’espansione urbana, attraverso un’ordinata zonizzazione delle funzioni; vollero creare un linguaggio figurativo internazionale, definendo nuovi strumenti teorici e progettuali a sostegno della nuova architettura. Il Movimento Moderno è anche noto come Razionalismo o Funzionalismo.

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Gropius

Tra i suoi principali esponenti fu Walter Gropius (1883-1969), architetto, designer e urbanista tedesco, il quale elaborò un metodo progettuale capace di affrontare i temi produttivi e costruttivi della nuova società industriale. Nei suoi progetti architettonici, Gropius compose volumi chiusi e interi, ricorrendo, in pratica, a soli due materiali: il vetro (incorniciato dal metallo) per tamponare i vuoti e l’intonaco bianco per evidenziare i pieni.

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Tra i suoi principali esponenti fu Walter Gropius (1883-1969), architetto, designer e urbanista tedesco, il quale elaborò un metodo progettuale capace di affrontare i temi produttivi e costruttivi della nuova società industriale. Nei suoi progetti architettonici, Gropius compose volumi chiusi e interi, ricorrendo, in pratica, a soli due materiali: il vetro (incorniciato dal metallo) per tamponare i vuoti e l’intonaco bianco per evidenziare i pieni.

Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau. Veduta aerea.

La sede del Bauhaus di Dessau

Fra il 1925 e l’anno seguente, Gropius progettò a Dessau la seconda sede del Bauhaus, la scuola che era stata fondata nel 1919 per ricomporre il rapporto tra arte, artigianato e industria attraverso la produzione industriale di massa. Per la sua importanza, questo edificio è entrato a far parte del Patrimonio dell’umanità, nel 1996, assieme agli edifici di servizio, ossia gli alloggi del “maestri” e degli studenti.

Si tratta di un complesso architettonico, concepito dal suo autore come una piccola polis: un organismo sociale, prima ancora che urbanistico o architettonico, il quale mostra un’articolazione che rimanda inequivocabilmente alle molteplici e varie attività che doveva accogliere al suo interno. In Europa prevaleva, a quei tempi, il modello architettonico di Oxford e Cambridge, che prevedeva una rigorosa separazione fra studio, lavoro e quotidianità, tra teoria e pratica, tra studenti e professori.

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Gropius volle superare questo modello, immaginando per la sua scuola spazi destinati, di fatto, contemporaneamente alla vita scolastica e a quella quotidiana. Si affermò, nel suo progetto, l’idea che una scuola fosse prima di tutto un contesto in cui prevaleva il rapporto personale tra docenti e studenti, un ambito educativo in cui si insegnava un metodo invece di indottrinare i giovani allievi.

Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau.

La chiusura e i restauri

Nel 1930, il nazista Wilhelm Frick, Ministro degli interni e della pubblica istruzione, prese di mira l’esperienza del Bauhaus, reputandola una scuola di ispirazione comunista e bolscevica. Il ritrovamento nella biblioteca della scuola di Dessau di alcune riviste comuniste, probabilmente messe lì dagli stessi nazionalsocialisti, confermò le accuse e portò alla chiusura forzata dell’istituto, a fine settembre 1932. Mies van der Rohe tentò di riaprire la scuola a Berlino ma la presa di potere nazista portò alla chiusura definitiva nel 1933.

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Nel 1945, dopo il pesante bombardamento aereo su Dessau, parte dell’edificio venne distrutta da un incendio e anche la facciata in vetro dell’ala dei laboratori andò in frantumi.  In seguito, le strutture del complesso vennero riutilizzate e parzialmente alterate. Una meticolosa opera di restauro, finalizzato a riportare le architetture al loro aspetto originario, iniziò nel 1965 e proseguì nel 1976 e tra il 1996 e il 2006. Nel 2014, sono stati interamente ricostruiti alcuni edifici distrutti. Oggi, il complesso è sede della Fondazione Bauhaus Dessau, creata nel 1994 allo scopo di preservare e trasmettere l’eredità del Bauhaus, e ospita l’Università di scienze applicate.

Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau.

Il progetto

La sede del Bauhaus è costituita da un insieme di edifici: cinque diversi blocchi edilizi, con struttura a telaio in acciaio e copertura a terrazza, la cui suddivisione, strutturale e funzionale, è ben individuabile dall’esterno. Il complesso è collocato all’incrocio a T di due strade, una principale e una secondaria. Progettando gli edifici del Bauhaus, Gropius compose volumi chiusi e interi, dove ogni elemento geometrico rimanda puntualmente agli altri; così, tutti gli episodi parziali appaiono, in sé stessi, assolutamente incompleti sino a quando non si considera l’insieme.

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La pianta

La pianta presenta una forma a “doppia elle” in cui nessuna parte è più importante delle altre. Un primo blocco ospita le aule, un secondo i laboratori; un corpo sospeso a ponte unisce queste due parti, oltrepassando la strada secondaria, e contiene gli uffici amministrativi, la biblioteca e lo studio privato del direttore. Un corpo più alto, distanziato dal resto del complesso ma collegato da un basso passaggio (sede del refettorio, dell’auditorium e del palcoscenico), ospita le abitazioni-atelier degli allievi.

Walter Gropius, Sede del Bauhaus di Dessau, piante del piano terra e del primo piano. 1. Aule scolastiche; 2. Aula di fisica; 3. Sala mostre; 4. Laboratorio del legno; 5. Teatro; 6. Cucina e mensa; 7. Terrazza; 8. Ufficio del direttore; 9. Amministrazione; 10. Biblioteca; 11. Sala docenti; 12. Laboratorio del colore; 13. Laboratorio di tessitura; 14. Atelier.

Le facciate

Nei blocchi architettonici, le finestre, contrastando sull’intonaco bianco, ridisegnano le superfici dei volumi puri. Ogni lato del complesso architettonico presenta una facciata differente. Se la forma degli edifici è determinata dalla funzione e se le funzioni sono tutte importanti allo stesso modo, nessun prospetto può predominare sugli altri. Il blocco degli uffici è segnato da una serie di finestre a nastro che accentuano l’andamento del volume architettonico.

Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau. Prospetti.
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Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau.
Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau.

I laboratori

L’ala dei laboratori è sorretta da pilastri arretrati rispetto alla facciata, che quindi, non essendo portante, può essere completamente vetrata. Questa ampia superficie in vetro, così diafana e trasparente, estesa ininterrottamente per tre piani e per tutta la lunghezza dell’edificio all’epoca provocò un certo clamore, perché architettonicamente lontanissima da quanto era stato costruito sino ad allora.

La facciata “aperta”, infatti, crea un nuovo rapporto tra esterno e interno ed è funzionale, perché lascia passare una grande quantità di luce. In realtà, ma questo era un problema diffuso nell’architettura del Movimento Moderno, la parete vetrata non riusciva a garantire gli standard di comfort termico: la scuola era caldissima d’estate e molto fredda d’inverno. Le pesanti tende installate contraddissero l’obiettivo di Gropius di creare un edificio trasparente.

Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau. Laboratori.
Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau. Laboratori

Gli alloggi

Le “case dei maestri” furono costruite in una pineta prossima al blocco principale, su progetto di Gropius, che le concepì come abitazioni modello da riproporre anche in altri contesti. Si tratta di villette bifamiliari che presentano forme marcatamente geometriche e aggregati di volumi semplici, con tetti piani, ampie superfici bianche e grandi finestre. Walter Gropius e László Moholy-Nagy avevano arredato le proprie case interamente con mobili di Marcel Breuer; gli altri maestri decisero di portare con sé i propri arredi. Klee e Kandinsky scelsero personalmente i colori degli interni. Tutte le abitazioni erano dotate di armadi a muro e moderni elettrodomestici. Le case di Gropius e Moholy-Nagy sono state distrutte dal bombardamento nel 1945 e ricostruite nel 2014. Le altre case sono state restaurate nel 1990.

Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, Dessau. Ricostruzione della casa di Gropius, 2014.
Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau. Casa MucheSchlemmer.
Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau. Abitazione di un insegnante.

Gli alloggi-ateliers studenteschi erano invece disposti nell’edificio più alto, che accoglieva minuscoli monolocali. Grandi finestre orizzontali si innestano su porte-finestre, dalle quali aggettano gli sporti dei balconcini. Gli arredi erano assolutamente essenziali, secondo lo spirito razionalista, e comprendevano un letto, un appendiabiti, una cassettiera, una scrivania, un lavandino e alcune sedie.

Walter Gropius, Sede del Bauhaus di Dessau, gli alloggi degli studenti.
Walter Gropius, Sede del Bauhaus di Dessau, gli alloggi degli studenti. Le finestre con i balconi.
Walter Gropius, Sede del Bauhaus di Dessau, gli alloggi degli studenti. Le finestre con i balconi, particolare.
Walter Gropius, Sede del Bauhaus di Dessau, gli alloggi degli studenti. Le finestre con i balconi, particolare.

I materiali

Nel progettare la sua Sede del Bauhaus, Gropius privilegiò tre materiali: il vetro per tamponare i vuoti, il metallo che incornicia e disegna le finestre, e l’intonaco bianco per evidenziare i pieni ed esaltare i valori geometrici e razionali della costruzione. La rifinitura a intonaco bianco, rispetto alla pietra o al mattone, comportava seri problemi di manutenzione. Gli edifici di Gropius, infatti invecchiano rapidamente ma di questo era ben consapevole il loro progettista. D’altro canto, in base alla sua teoria, i manufatti architettonici devono valere solo in funzione della vita che vi si svolge dentro. Dunque, non è necessario che durino in eterno ma, grazie a una costante manutenzione, solo finché servono.

Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau. Dettaglio.
Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau. Dettaglio.

Gli arredi

Gran parte degli arredi fu progettata dai maestri. Mobili e oggetti furono realizzati nei laboratori della scuola. Alcuni di essi, come per esempio le sedie in acciaio e cuoio, sono ancora oggi considerati assoluti capolavori di design novecentesco. Le poltrone dell’auditorium sono di Marcel Breuer (1902-1981). Le lampade furono disegnate principalmente da Marianne Brandt (1893-1983). I lampadari nell’auditorium sono di Max Krajewsky (1901-1971).

I tessuti per le tappezzerie e le tende furono realizzati nel laboratorio guidato da Gunta Stölzl (1897-1983). La struttura e gli arredi del Bauhaus di Dessau oggi ripropongono fedelmente quanto in origine era stato progettato da Gropius e dai suoi collaboratori, grazie alle repliche esatte dei mobili e degli oggetti. Dal 2006, è possibile pernottare negli ex appartamenti degli studenti dell’ala est, pagando cifre non elevate. Sono disponibili 28 monolocali di circa 24 m2 e il costo per una stanza è di circa 40 euro a notte. Però, per mantenere lo spirito del dormitorio scolastico, i bagni sono stati lasciati in comune.

Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau. Interno.
Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau. Interno di un laboratorio.
Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau. Interno di un alloggio.
Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau. Interno di un alloggio.
Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau. Interno di un alloggio.
Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau. Interno di un alloggio.
Walter Gropius, sede della scuola del Bauhaus, 1925-26. Dessau. Interno di un alloggio con il cucinino.


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