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Il Doriforo di Policleto
Il canone della bellezza classica.
By Giuseppe Nifosì Posted in La civiltà greca on Ottobre 17, 2019 0 Comments 4 min read
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Policleto, uno dei più grandi scultori greci del V secolo a.C., nacque ad Argo intorno al 480 a.C. Fu attivo soprattutto ad Atene. Di lui, purtroppo, non è rimasto alcun originale; del resto, gli sono state attribuite soltanto poche opere, di cui si conservano copie romane realizzate in marmo. Doriforo di Policleto

Il Doriforo

Capolavoro assoluto di Policleto fu il Doriforo (‘portatore di lancia,’ dal greco dòry, ‘lancia,’ e phèrein, ‘portare’), realizzato in bronzo fra il 450 e il 445 a.C. L’originale è andato perso. Conosciamo l’opera attraverso numerose copie in marmo di età romana, la migliore delle quali proviene da una palestra di Pompei ed è oggi conservata al Museo Archeologico di Napoli.

Policleto, Doriforo, copia antica da un originale in bronzo del 450-445 a.C. Marmo, altezza 2,12 m. Napoli, Museo Archeologico nazionale.
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Policleto, Doriforo, copia antica da un originale in bronzo del 450-445 a.C. Particolare della testa.

Ulteriori copie, molto rovinate o reintegrate con frammenti di altre statue, si trovano a Vienna, a Roma e a Firenze. Sono stati ritrovati anche semplici frammenti di altre copie, e in particolare alcune teste: una di queste, bellissima e in bronzo, si trova a Napoli. Doriforo

Apollonio di Archia, erma con testa del Doriforo di Policleto, copia della seconda metà del V sec. a.C. Bronzo. Dalla Villa dei Papiri a Ercolano. Napoli, Museo Archeologico nazionale.
La posizione

Il Doriforo rappresentava probabilmente un campione della corsa armata, una disciplina atletica in cui si doveva correre completamente armati. Il suo corpo è infatti potente e muscoloso, con spalle ampie e pettorali pronunciati. È stata proposta anche l’identificazione con Achille. Doriforo

L’uomo è in piedi, sostanzialmente fermo; secondo una ipotesi ricostruttiva, quasi certamente sosteneva con il braccio sinistro la lancia, appoggiata alla spalla, e, secondo alcuni, anche uno scudo; con il braccio destro è possibile tenesse invece una spada, tenuta per il fodero con la mano e rivolta all’indietro.

Ricostruzione moderna, in bronzo, del Doriforo di Policleto. Mosca, Museo Puskin.

La figura del Doriforo è ponderata. Infatti, è eretta ma non rigida, come avveniva nei koùroi. Presenta una posizione “ancata”, che comporta una flessione dell’anca: il peso è sostenuto interamente dalla gamba destra, che per questo motivo è detta “gamba portante”; la gamba sinistra è invece “scarica”, quindi flessa e indietreggiata, con il tallone sollevato da terra: il fianco destro risulta così alzato e per compensazione la spalla destra è abbassata. Il volto è lievemente ruotato verso la propria destra e appena inclinato. Doriforo

La ponderazione è dunque ottenuta per opposti rilassamenti o adattamenti delle braccia, delle spalle, della testa e si traduce in una posa di equilibrio, capace di smorzare ogni tensione.

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L’atleta scolpito da Policleto presenta gli arti idealmente legati da una corrispondenza inversa; corrispondenza che la critica ha definito “chiasmo” (dalla lettera greca x, ‘chi’): la gamba destra è infatti portante come il braccio sinistro che teneva la lancia, mentre la gamba sinistra è in riposo come il braccio destro.

Policleto, Doriforo. Elaborazione grafica.
Le proporzioni

Il Doriforo fu concepito come immagine di un uomo ideale nudo e come tale va considerato. La figura, infatti, presenta rapporti proporzionali armonici fra le varie parti, secondo un sistema di multipli e sottomultipli. La testa è per esempio 1/8 del corpo, il busto è pari a tre parti, le gambe a quattro. È chiaro che, scolpendo il suo Doriforo, Policleto ebbe occasione di applicare le regole illustrate dal suo trattato, il Kanon.

Policleto, infatti, non fu solo scultore ma anche studioso e trattatista. Egli scrisse, attorno al 450 a.C., un trattato sulle proporzioni dell’anatomia umana, il Kanon, appunto (o Canone, cioè ‘modello’), di cui ci sono giunti solo pochi frammenti. Secondo la teoria policletea, la perfezione di un corpo umano non dipende solo dalla pienezza muscolare (che si può raggiungere con l’esercizio fisico) ma richiede la giusta proporzione delle varie parti del corpo. Il modulo, ossia l’unità di misura nella scultura, è costituito dall’altezza del capo, che si ripete per otto volte nella figura. Altre precise proporzioni legano la mano all’avambraccio e quest’ultimo al braccio, il piede alla gamba e così via. A tali proporzioni, Policleto pervenne, probabilmente, misurando decine di giovani atleti e poi calcolando la media di tutte le misure ottenute. Per questo, le proporzioni policletee sono da considerarsi più “ideali” che “reali” e il naturalismo della sua arte viene definito idealizzato. Doriforo

Policleto, Doriforo. Elaborazione grafica.
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