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I misteriosi interni di Hammershøi
L’enigmatica pittura di un grande artista danese.
By Giuseppe Nifosì Posted in Opere, artisti e movimenti on Luglio 3, 2019 0 Comments 2 min read
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Verso la fine del XIX secolo, mentre la pittura europea sperimentava febbrilmente, con Cezanne, Gauguin, Van Gogh e Munch, nuovi linguaggi artistici che aprivano la strada alle Avanguardie del primo Novecento, in Danimarca, emerse la figura di un singolare e fascinoso pittore, Vilhelm Hammershøi (1864-1916), a lungo dimenticato dopo la sua morte e solo da poco tornato all’attenzione della critica e anche del grande pubblico.

Singolari scene d’interni

Attivo soprattutto a Copenaghen, Hammershøi si distinse per le sue malinconiche e silenziose scene d’interni, che tanto ricordano quelle del grande maestro olandese Vermeer, solitamente animate da una solitaria figura femminile vista di spalle o tutt’al più di profilo: Ida Ilsted, sua moglie e modella.

Vilhelm Hammershøi, Ida in un interno, 1897. Olio su tela, 71,1 x 58,4 cm. Collezione privata.

Gli ambienti sobriamente arredati ma raffinati, gli oggetti preziosi ma non vistosi, gli abiti austeri ma eleganti svelano all’osservatore un contesto borghese benestante e severo, rigorosamente protestante, scrupolosamente riprodotto; e tuttavia, le tinte scarne, tutte giocate su timide variazioni di bianchi e di grigi, la luce morbida e polverosa, il silenzio che si percepisce denso e avvolgente riescono ad immergere le scene in un’atmosfera enigmatica ed incantata. Le finestre raramente fanno scorgere il paesaggio esterno. Le porte interne, quando sono aperte, lasciano intravedere stanze che si rincorrono l’una dietro l’altra, con effetto straniante. È un tema riproposto ossessivamente dal pittore, che produsse tanti dipinti quasi identici, lasciando a una semplice mutazione di posizione, a una diversa inquadratura della stanza, alla maggiore evidenza di un oggetto o di un mobile il compito di suggerire elementi di distinzione. La Ida che abita i quadri di Hammershøi, evanescente emanazione spirituale dell’originale dotata di corpo, respiro, palpito, si aggira per quelle stanze così ordinate, pulite, perfette, come fosse bloccata in un mondo parallelo che sembra averla imprigionata per sempre. Per lei, il tempo si è fermato, ogni dolore è svanito, ogni paura allontanata. In questo mondo totalmente interiorizzato, che della vita vera ha respinto pulsioni e passioni ma anche tremori e angosce, Ida sembra aver trovato finalmente sé stessa.

Vilhelm Hammershøi, Interno. Giovane donna vista di spalle, 1903-4 ca. Olio su tela, 60,5 x 50,5 cm. Randers (Danimarca), Randers Kunstmuseum of Art.
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