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Donne che dipingono (quinta parte): le impressioniste
Tre grandi artiste del XIX secolo.
By Giuseppe Nifosì Posted in Opere, artisti e movimenti on Giugno 17, 2019 0 Comments 5 min read
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Nei secoli che precedettero il XIX, la figura della donna pittrice fu piuttosto anomala. Alcune artiste riuscirono ad emergere nel panorama internazionale dell’arte, potendo affermare il proprio grande talento; tuttavia, esse rimasero tendenzialmente isolate o comunque legate all’ingombrante figura di un padre-maestro. Solo con l’Impressionismo, per la prima volta, non solo si creò un clima di “pittura al femminile” ma le donne pittrici fecero gruppo, come i loro colleghi maschi, ed entrarono, per così dire, nell’agone dell’arte in una condizione di assoluta parità, condividendone l’ambizione a rivoluzionare la pittura e, purtroppo, anche gli strali della critica conservatrice.

Morisot

Tra le artiste che incrociarono le vie battute dagli impressionisti, condividendone temi e ispirazioni, spicca per talento e determinazione Berthe Morisot (1841-1895). Allieva del pittore romantico Corot, risentì dell’influenza di Manet, di cui fu modella prediletta, grazie al quale si accostò all’Impressionismo. Il suo legame con il gruppo fu alimentato anche dal matrimonio con Eugène Manet, fratello del pittore Édouard. Nella sua pittura, la Morisot predilesse paesaggi e scene familiari. La culla, del 1872, forse la sua opera più celebre, propone un doppio ritratto: quello di Edma Morisot, sorella dell’artista, e quello della piccola figlia Blanche. Mentre i lineamenti della madre sono attentamente descritti, la neonata, coperta dalla tendina, appare come avvolta in un bozzolo, reso con lievi strati di colori bianchi e grigi punteggiati di rosa.

Berthe Morisot, La culla, 1872. Olio su tela, 57 x 47 cm. Parigi, Musée d’Orsay.

Berthe Morisot partecipò con La culla alla mostra impressionista del 1874 e fu la prima donna ad esporre le sue opere con il gruppo. Il quadro venne notato dal critico Louis Leroy che su «Le Charivari» lo stroncò con parole sprezzanti. Non fu l’unico: la Morisot dovette sopportare anche giudizi sessisti. Un altro critico del tempo, Albert Wollf, scrisse su «Le Figaro»: «C’è una donna nel gruppo, come in tutte le bande, si chiama Berthe Morisot, ed è curiosa da osservare. La sua grazia femminile si mantiene ai confini di uno spirito in delirio». Manet, che difese appassionatamente la Morisot, sua protetta, fu quasi sul punto di battersi a duello con il critico.

Tra i capolavori della Morisot ricordiamo anche Donna e bambina al balcone, un quadro del 1872. Una donna vestita elegantemente di scuro, secondo la moda del tempo, ammira, assieme ad una bambina, il panorama parigino, con la grande cupola dorata del seicentesco Hôtel national des Invalides, ancora privo della Tour Eiffel.

Berthe Morisot, Donna e bambina sul balcone, 1872. Olio su tela, 60 x 50 cm. Collezione privata.
Cassat

La pittrice statunitense Mary Cassatt (1845-1926), dopo aver studiato l’arte antica europea, approdò a Parigi per legarsi al movimento impressionista. Privilegiò scene di vita intima e familiare ma amò anche ritrarre la classe sociale borghese, cui lei stessa apparteneva, immersa nei suoi svaghi e nelle distrazioni del bel mondo parigino. il teatro, ad esempio, luogo d’intrattenimento privilegiato dalla borghesia, aveva esercitato una grande attrazione sugli impressionisti e costituì anche per lei una fonte d’ispirazione. In Donna in nero all’Opéra, del 1880, una signora è ritratta mentre osserva con un binocolo il pubblico dal suo palco. L’opera, costruita in modo da focalizzare l’attenzione dell’osservatore sulla figura in primo piano, rimanda ai quadri di Manet per il vigore della composizione.

Mary Cassatt, Donna in nero all’Opéra, 1880. Olio su tela, 81 x 66 cm. Boston, Museum of Fine Arts.

Nella serie dedicata al tema del teatro, spicca pure Giovani donne nel palco, del 1882, dove due ragazze sono ritratte mentre assistono a uno spettacolo. Si tratta di Geneviève Mallarmé (figlia del poeta simbolista Stéphane), con un bouquet di fiori in mano, e di Mary Eleison, amica statunitense dell’artista, che si copre il décolleté e parte del viso con un grande ventaglio.

Mary Cassat, Giovani donne nel palco, 1882. Olio su tela, 80 x 64 cm. Washington, National Gallery of Art.
Gonzales

La terza pittrice impressionista fu la parigina, ma di origini spagnole, Eva Gonzales (1849-1883). Nata in una benestante famiglia intellettuale e altoborghese, crebbe in un ambiente di letterati. Sentendo una vera vocazione per la pittura, ottenne dai genitori di frequentare l’atelier di Charles Chaplin, un artista che dava lezioni alle ragazze altolocate. Fu l’incontro con Manet, di cui divenne allieva a soli vent’anni, a rivelarsi determinante per la sua svolta stilistica. Al maestro fu sempre legatissima e accettò di fargli anche da modella (scatenando la stizzosa gelosia della Morisot). Entrò, grazie a lui, a far parte del gruppo impressionista, condividendone le istanze e l’audacia sperimentale. Accettata al Salon, conquistò anche l’apprezzamento di Zola. Morì di parto, appena trentaquattrenne, lasciando una serie di dipinti raffinati, dai colori morbidi e sfumati.

Eva Gonzales, Risveglio mattutino, 1876. Olio su tela, 81,3 x 100 cm. Kunsthalle Bremen.

La Gonzales, che nella vita privata fu religiosissima, timida e riservata, non amò descrivere feste o serate eleganti; ella preferì concentrarsi sulla vita delle donne, celebrandone, con delicata sensibilità, l’operosa oppure tranquilla quotidianità, come nel caso del suo capolavoro, La bambinaia (1877), in cui la giovane domestica è colta, con il suo mazzolino di fiori in mano, mentre tiene compagnia a una bambina che gioca. Scrisse di lei il critico d’arte Octave Mirabeau: «Quello che più colpisce del talento di Eva Gonzalès è […] la sua semplicità, la sua sincerità. […] La sua arte non concede alcuno spazio ai sentimentalismi femminili, né desidera essere gradevole, o esteticamente piacevole. […] Eppure, che fascino squisito vi si avverte».

Eva Gonzales, La bambinaia, 1877. Olio su tela, 65 x 82 cm. Washington, National Galleryof Art.
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