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La nona ora di Cattelan
L’irriverenza che fa pensare.
By Giuseppe Nifosì Posted in Il Novecento: dagli anni Settanta ad oggi on Agosto 5, 2019 0 Comments 3 min read
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Maurizio Cattelan (1960) è uno degli artisti italiani contemporanei più popolari nel mondo, l’unico che possa veramente competere con i grandi artisti internazionali. Anche uno dei più discussi. Autodidatta, narcisista (tanti i lavori dedicati al proprio volto), abilissimo a scandalizzare e attirare l’attenzione dei media, Cattelan è senza dubbio un furbo provocatore ma anche un attento osservatore della realtà e della società contemporanea, che attraverso lo scandalo, il rumor giornalistico, l’inseguimento della notizia, vuole spingere il pubblico più attento alla riflessione. Infatti, le sue opere affrontano, con l’arma della parodia, il tema del fallimento e dell’incertezza della vita umana. Magistrale, in questo senso, è il suo capolavoro del 1999, La nona ora, in cui ha rappresentato Giovanni Paolo II.

Maurizio Cattelan, La nona ora, 1999. Lattice, cera, poliestere, roccia vulcanica, tessuto, pastorale in argento, tappeto, vetro. Collezione privata.

La nona ora

L’opera è una scultura che rappresenta papa Giovanni Paolo II (al secolo, Karol Wojtyła, 1920-2005) abbattuto da un meteorite. Il titolo è un riferimento evangelico. Nell’antichità, le ore dei giorni lavorativi si contavano a partire dalle sei del mattino: l’ora nona corrisponde quindi alle 15 del pomeriggio, quando si presume che Cristo morì sulla croce. Esibita nella Royal Academy di Londra come parte dello show Apocalypse, questa scultura è stata battuta nel 2001 dalla casa d’aste Christie’s, per la cifra di 886 mila dollari, all’epoca equivalenti a due miliardi di lire (e oggi a un milione di euro circa).

Maurizio Cattelan, La nona ora, 1999. Lattice, cera, poliestere, roccia vulcanica, tessuto, pastorale in argento, tappeto, vetro. Collezione privata.

La nona ora è stata forse una delle opere più discusse di Cattelan. L’immagine di Wojtyła (un papa amatissimo dal popolo dei fedeli, proclamato santo già nel 2014) apparentemente ridicolizzata da una goliardia irriverente, da una trovata di stampo fumettistico, ha offeso la sensibilità di molti e indignato non pochi cattolici. La scelta di creare un contrasto così violento tra sacro e profano, di contaminare in modo così provocatorio l’immagine del dolore attraverso lo scherzo da vignetta, è certamente assai forte e crea nello spettatore una forma di sgradevole tensione.

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Tuttavia, questo non comporta necessariamente una volontà blasfema da parte dell’artista (a tacere del fatto che, nel 1999, Giovanni Paolo II era ancora vivo). Anzi, a voler andare oltre le apparenze, La nona ora può essere letta come un omaggio convinto a questo capo della Chiesa di Roma. Wojtyła fu un uomo caparbio, perseverante, dotato di un carattere di ferro. Gli spararono, ma lui sopravvisse e perdonò l’attentatore; fu colpito dal morbo di Parkinson ma continuò testardamente i suoi viaggi apostolici, non nascondendo la sua malattia e diventando una sorta di simbolo itinerante della sofferenza. Il meteorite è dunque il male che si abbatte sull’uomo che tuttavia non si piega. Infatti, il papa, questo papa, emblema di una umanità tenace, qui non è ritratto morto ma soltanto accasciato e saldamente si aggrappa alla croce cui pare sostenersi con tutte le sue forze.

Maurizio Cattelan, La nona ora, 1999. Lattice, cera, poliestere, roccia vulcanica, tessuto, pastorale in argento, tappeto, vetro. Collezione privata.


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