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La Maddalena del Caravaggio
Anche i peccatori possono diventare santi.
By Giuseppe Nifosì Posted in Il Seicento on 11 Gennaio, 2020 One Comment 3 min read
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Nei primi anni della sua carriera romana, il grande pittore Caravaggio (1571-1610) affrontò il soggetto della Maddalena, proponendolo, come suo costume, secondo una nuova iconografia.

Caravaggio, Maddalena, 1597. Olio su tela, 106 x 97 cm. Roma, Galleria Doria Pamphili.

Una secolare tradizione voleva che la santa fosse rappresentata o disperata ai piedi della croce oppure penitente e macilenta nel deserto. Qui invece vediamo una piacente ragazza del popolo, chiaramente una prostituta, che si è accasciata su una piccola sedia, posta al centro di una povera stanza. Indossa vestiti fastosi e assai contrastanti con l’umile ambiente in cui è ritratta; e sappiamo che nel XVI secolo le prostitute portavano abiti vistosi per attirare i loro clienti.

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Caravaggio, Maddalena, 1597. Particolare.

La donna si è strappata i gioielli dal collo, gettandoli sul pavimento, accanto alla sua ampolla di olio profumato, e sembra essersi addormentata: invece, rimasta sola dopo aver svolto il suo triste lavoro, sta piangendo, come testimonia una piccola lacrima che le brilla sulla guancia destra.

Caravaggio, Maddalena, 1597. Particolare.

Caravaggio non volle nascondere che la Maddalena, prima di convertirsi, era stata una prostituta (così vuole la tradizione cristiana) e, coerentemente, decise di rappresentarla come tale. Anzi, per essere più credibile scelse come modella una prostituta vera: Anna Bianchini, detta Annuccia.

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Caravaggio, Maddalena, 1597. Particolare.

Ovviamente, una simile decisione non poteva che scandalizzare i benpensanti, che accusavano Caravaggio di essere blasfemo: ma l’artista, che sicuramente amava sfidare ogni convenzione clericale, concepì una immagine profondamente intima e discreta, di una valenza poetica altissima, con la quale espresse una religiosità davvero intensa. La Maddalena di Caravaggio, infatti, non è una “santa”, ma una “peccatrice” che divenne santa, perché seppe pentirsi ed ebbe fede: e in ciò possiamo cogliere una provocatoria volontà di riportare il sacro a misura d’uomo. L’artista, che ben conosceva il Vangelo, sembra voler ricordare una celebre frase di Gesù: «Ebbene, vi assicuro che ladri e prostitute vi passano avanti ed entrano nel regno di Dio» (Mt., 21, 31). Nel 1672, l’opera fu descritta da Giovanni Pietro Bellori (1613-1696), uno storico dell’arte e biografo di Caravaggio, con queste parole: l’artista «dipinse una fanciulla a sedere sopra una seggiola con le mani in seno, in atto di asciugarsi li capelli, la ritrasse in una camera, et aggiungendovi un vasetto d’unguenti, con monili e gemme, la finse per Maddalena». Bellori, insomma, sostiene che il quadro non nacque programmaticamente come rappresentazione del personaggio evangelico. A Caravaggio, sembra dirci il letterato, interessava dipingere la realtà quotidiana; solo in seguito l’artista attribuiva alle sue opere un significato allegorico di natura religiosa, magari per venderle più facilmente. A lungo gli studiosi hanno dato credito a questa interpretazione dell’arte caravaggesca, che oggi, però, è stata del tutto superata.

Caravaggio (Michelangelo Merisi)


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