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La Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze
Un capolavoro dell’architettura gotica italiana.
By Giuseppe Nifosì Posted in L'arte oltre l'immagine on Marzo 25, 2019 0 Comments 7 min read
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La Basilica di Santa Maria del Fiore, cattedrale di Firenze, è uno dei capolavori architettonici medievali più illustri d’Europa, per l’arditezza delle sue strutture, per la sontuosità delle sue decorazioni e per l’autorevolezza della sua storia. Per questo, assieme ad altri monumenti del centro storico fiorentino, è stata riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco, nel 1982. È la quinta chiesa d’Europa per grandezza, dopo San Pietro a Roma, San Paolo a Londra, la Cattedrale di Siviglia e il Duomo di Milano. Progettata per contenere 30.000 persone, è lunga infatti 153 metri per una larghezza di 38 mentre l’altezza delle volte raggiunge i 45 metri; è larga 90 metri al transetto della crociera e anche il dislivello dal pavimento alla cima della cupola interna è di circa 90 metri. Un po’ come dire che dentro la navata centrale si potrebbe costruire un edificio di 15 piani, mentre sotto la cupola un grattacielo di 30.

Cattedrale di Santa Maria del Fiore, 1296-1470, veduta aerea. Firenze.
La storia della chiesa

Nel 1285, a Firenze, si stabilì di ampliare l’antica e oramai fatiscente cattedrale di Santa Reparata, risalente al VI secolo, che tra il IX e l’XI secolo era stata sostituita, nelle sue funzioni, dal Battistero. Il progetto fu affidato all’architetto e scultore Arnolfo di Cambio (XIV secolo), il quale pose la prima pietra nel 1296. La nuova cattedrale sarebbe stata dedicata alla Madonna e battezzata, nel 1412, Santa Maria del Fiore (un chiaro riferimento al giglio dello stemma di Firenze). Venne consacrata il 25 marzo del 1436. La costruzione dell’edificio durò quasi due secoli, escludendo la realizzazione dell’attuale facciata che risale invece all’Ottocento. La chiesa attuale non è fedelissima al progetto originario di Arnolfo (morto intorno al 1301), che fu ampliato e in parte modificato dall’architetto e scultore Francesco Talenti (1300 ca.­1369) prima e dall’architetto Lapo Ghini (XIV secolo) poi. La generale concezione arnolfiana fu tuttavia rispettata. Un affresco della seconda metà del Trecento, la Chiesa militante, ci mostra quale aspetto avrebbe dovuto assumere la nuova cattedrale, così come l’avevano immaginata Arnolfo di Cambio e Francesco Talenti: un corpo longitudinale innestato a un vano ottagonale coperto a cupola.

Andrea Bonaiuti, La Chiesa militante, 1366-68, particolare. Affresco. Firenze, Basilica di Santa Maria Novella, Cappellone degli Spagnoli.
La struttura della chiesa

La pianta presenta un corpo longitudinale, a tre navate con quattro campate, che si innesta in un ampio vano ottagonale simile, per forma e dimensioni, al vicino Battistero romanico. Tre lati dell’ottagono si aprono in altrettanti nicchioni, coronati a loro volta da cappelle.

Cattedrale di Santa Maria del Fiore, pianta del progetto di Arnolfo di Cambio (scuro) e della chiesa attuale (chiaro).

Questo progetto è frutto di un’acuta riflessione di Arnolfo sull’architettura classica: la forma ottagonale è infatti di origini tardoantiche, mentre il tema dell’innesto di un corpo longitudinale con uno centrico richiama il Pantheon di Roma.

Cattedrale di Santa Maria del Fiore, 1296-1470, veduta absidale. Firenze.

L’interno appare ampio e grandioso, grazie alle crociere ogivali sostenute da possenti pilastri compositi. La massiva sobrietà delle strutture disadorne richiama certamente la tradizione romanica; tuttavia, è senza dubbio gotico il gioco dei pilastri collegati dagli archi a sesto acuto; allo stesso modo, sono gotiche le cappelle a raggiera e le alte finestre a bifora.

Arnolfo di Cambio, Cattedrale di Santa Maria del Fiore, interno.
Arnolfo di Cambio, Cattedrale di Santa Maria del Fiore, interno, veduta delle volte dal basso.
Il Campanile di Giotto

Nel 1334 iniziarono i lavori per il campanile. Della progettazione di questa magnifica torre fu incaricato un pittore, Giotto. L’artista, considerato expertus et famosus, fu anche nominato architetto e responsabile della fabbrica del Duomo: era la prima volta nella storia che venivano affidate a un pittore responsabilità di cantiere così importanti.

Giotto, Campanile della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, 1334-57.

La torre, separata dal corpo della chiesa, è a pianta quadrata e presenta una struttura compatta, rinforzata agli angoli da robusti contrafforti a sezione ottagonale. La sua costruzione, che alla morte di Giotto era giunta alla prima cornice, fu continuata da Andrea Pisano e terminata nel 1357 da Francesco Talenti e Neri di Fioravante. All’esterno, sia la cattedrale sia il campanile presentano un rivestimento in marmi policromi (bianco, verde e rosso), con un disegno più raffinato nella torre (secondo gli intenti di Giotto) e più essenziale nelle pareti del Duomo, a imitazione del motivo a bande che decora il Battistero.

Cattedrale di Santa Maria del Fiore e Campanile di Giotto, 1296-1470, veduta aerea. Firenze.
La facciata

Un disegno cinquecentesco, conservato al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, ci mostra l’aspetto della facciata originaria, forse progettata e iniziata dallo stesso Arnolfo, poi lasciata interrotta e successivamente distrutta nel Rinascimento, con l’idea (mai realizzata) di ricostruirla secondo il gusto del tempo. I tre portali principali del Duomo erano preceduti da protiri archiacuti; i contrafforti, scavati da edicole, erano stati trasformati in tabernacoli per le statue; grandi nicchie a tutto sesto svuotavano le pareti. All’articolazione delle masse, Arnolfo preferì chiaramente la scansione ritmica dei vuoti, colmati dai volumi delle figure scolpite.

Bernardino Poccetti, Disegno della facciata originaria di Santa Maria del Fiore di Arnolfo di Cambio, 1587. Firenze, Museo dell’Opera del Duomo.
Plastico della facciata originaria di Santa Maria del Fiore di Arnolfo di Cambio. Firenze, Museo dell’Opera del Duomo.
Ricostruzione di parte della facciata originaria di Santa Maria del Fiore di Arnolfo di Cambio. Firenze, Museo dell’Opera del Duomo.

La facciata attuale di Santa Maria del Fiore non è quindi gotica ma neogotica: venne infatti realizzata nel XIX secolo. Alla fine dell’Ottocento, in Italia, si bandirono dei concorsi per completare alcuni famosi monumenti medievali rimasti incompiuti: San Petronio a Bologna, il Duomo di Milano, il Duomo di Amalfi. Nel 1864, a Firenze, si decise di realizzare la facciata della cattedrale arnolfiana, che fu poi eretta, fra il 1880 e il 1888, su disegno di Emilio de Fabris (1807-1883), il quale non la vide mai completa, perché morì prima del termine dei lavori, proseguiti da Luigi del Moro.

Emilio de Fabris, Facciata di Santa Maria del Fiore, 1880-88. Firenze.

La struttura, a marmi policromi, vuole armonizzarsi cromaticamente sia con i prospetti laterali del Duomo sia con gli edifici vicini, cioè il campanile e il battistero. La modernità della facciata, che nel complesso è quasi perfettamente armonizzata con il resto della chiesa, è tradita solo dalla sovrabbondante presenza di decorazioni. Si coglie inoltre, rispetto ai fianchi della cattedrale, una maggiore presenza di marmo “rosso di Siena”, scelto per motivi patriottici: l’idea era quella di legare la facciata al tricolore dell’Italia appena riunificata.

Firenze e la sua Cattedrale di Santa Maria del Fiore.
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