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La Natività dal Trittico Portinari di Hugo Van der Goes
Un capolavoro fiammingo a Firenze.
By Giuseppe Nifosì Posted in L’età rinascimentale: il Quattrocento on 23 Dicembre, 2019 0 Comments 3 min read
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Il pittore Hugo Van der Goes (1440 ca.-1482), nativo di Gand, contribuì in modo determinante alla fortuna in Italia dell’arte fiamminga. Apprezzato in vita, e ancora molto lodato da Vasari nel Cinquecento, fu un artista travagliato da una profonda crisi interiore, che nel 1475 lo spinse a entrare come fratello laico in un convento agostiniano di Bruxelles. Le sue opere principali sono comprese fra il 1467 e il 1482.Trittico Portinari

Hugo Van der Goes, Trittico Portinari, 1475. Olio su tavola. Firenze, Uffizi.

Il Trittico Portinari

Fra queste va ricordato soprattutto il Trittico Portinari, commissionatogli nel 1473 dal fiorentino Tommaso Portinari per l’altare maggiore della Chiesa di Sant’Eligio a Firenze, oggi agli Uffizi. Delle tre grandi tavole che lo compongono, quella centrale presenta una Natività, che poi è propriamente l’adorazione del Bambino da parte di Maria, di Giuseppe, di tre pastori e di un nutrito gruppo di angeli dalle splendide ali variegate.

Hugo Van der Goes, 1475. Olio su tavola. Firenze, Uffizi.

Il pannello di sinistra mostra il committente Tommaso Portinari, con i due figli e i santi protettori della famiglia, Tommaso e Antonio abate. Il pannello di destra mostra invece la moglie e la figlia del committente con le sante Maria Maddalena e Margherita.

Hugo Van der Goes, Trittico Portinari, 1475. Pannello di sinistra.
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Hugo Van der Goes, Trittico Portinari, 1475. Pannello di sinistra.

Questa tavola sontuosa è magistrale per l’accentuato naturalismo di alcuni dettagli, come le mani ruvide e nodose e i volti dei pastori, e per la squisita eleganza di altri particolari, tra cui gli abiti degli angeli e dei committenti. Ma è anche denso di riferimenti simbolici.

Hugo Van der Goes, Trittico Portinari, 1475. Pannello centrale

Le vesti sacerdotali degli angeli inginocchiati, per esempio, indicano probabilmente una corrispondenza fra schiere angeliche e gerarchia ecclesiastica.

Hugo Van der Goes, Trittico Portinari, 1475. Pannello centrale, particolare.
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Hugo Van der Goes, Trittico Portinari, 1475. Pannello centrale, particolare.
Hugo Van der Goes, Trittico Portinari, 1475. Pannello centrale, particolare.

Le violette in primo piano rimandano alla modestia e all’umiltà; il fascio di grano allude al pane dell’eucarestia; i garofani rossi sono simbolo dell’amore di Dio verso l’umanità e rimandano alla futura Passione di Gesù; le aquilegie (i fiori con i petali a forma di ali) richiamano lo Spirito Santo e simboleggiano il dolore della Madonna per la morte del figlio; gli iris bianchi ricordano la purezza della Vergine, mentre quelli rossi, come i garofani, il sangue versato da Cristo durante la crocifissione.

Hugo Van der Goes, 1475. Pannello centrale, particolare.

D’altro canto, anche l’inconsueta posizione del Bambino, adagiato sulla nuda terra, è una prefigurazione della sua morte e rimanda alle scene del Compianto. La Natività dal Trittico Portinari di Hugo Van der Goes

Hugo Van der Goes, Trittico Portinari, 1475. Pannello centrale, particolare.

Questo capolavoro ebbe molta fortuna critica in età rinascimentale: il paesaggio animato da episodi evangelici, l’originale disposizione delle figure, la gestualità tipicamente nordica, la delicata congiunzione delle mani e soprattutto la resa minuta dei dettagli furono occasione di stimolo per molti artisti italiani, come nel caso di Domenico Ghirlandaio, che nella sua Adorazione dei pastori del 1485 cita esplicitamente il gruppo di pastori adoranti del fiammingo Van der Goes.

Hugo Van der Goes, 1475. Pannello centrale, particolare.
Domenico Ghirlandaio, Adorazione dei pastori, 1485. Olio su tavola, 1,67 x 1,67 m. Firenze, Chiesa di Santa Trìnita, Cappella Sassetti. Particolare.


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