menu Menu
Il Polittico dell’Agnello Mistico di Jan Van Eyck
Una complessa allegoria della Redenzione.
Autore: Giuseppe Nifosì Pubblicato in L’età rinascimentale: il Quattrocento – Data: Maggio 7, 2024 3 commenti 14 minuti
I segni dell’Art Déco e la donna degli “Anni Ruggenti” Articolo precedente George Grosz Prossimo articolo

Versione audio:

Jan Van Eyck (1390 ca.-1441) fu l’artista fiammingo più conosciuto e apprezzato del XV secolo e senza dubbio la portata della sua opera può essere confrontata solo a quella rivoluzionaria di Masaccio. Con Van Eyck, la pittura fiamminga assunse infatti una dimensione europea, influenzando in parte anche lo sviluppo dell’arte in Italia, in Francia, in Spagna e in Germania.

Leggi anche:  L’arte delle catacombe e i suoi simboli

Nacque nell’attuale Lussemburgo ma non si conoscono né l’anno preciso della sua nascita né le circostanze della sua formazione. Le prime opere note sono miniature, a testimonianza del forte legame che unì il pittore al mondo gotico. Ancora in qualità di miniatore, nel 1422 Van Eyck si recò all’Aja per lavorare al servizio di Giovanni di Baviera, conte d’Olanda, e dopo la morte di questi, nel 1425, si trasferì presso la corte di Filippo il Buono, duca di Borgogna, per conto del quale viaggiò in Spagna, Portogallo e Inghilterra.

Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon.

Il Polittico dell’Agnello Mistico

Capolavoro assoluto di Van Eyck è il Polittico dell’Agnello Mistico, detto anche Altare di Gand. Fu dipinto tra il 1426 e il 1432 per la Cattedrale di Saint-Bavon a Gand, dove ancora oggi si può ammirare. Un’iscrizione indica come iniziatore e maggior responsabile del dipinto il fratello di Van Eyck, un certo Hubert, un misterioso personaggio di cui non si conoscono altre opere e la cui reale esistenza è provata solo da una tomba, che comunque lo dice morto già nel 1426. Pertanto, alcuni studiosi ritengono che sia stato Jan van Eyck l’unico autore del dipinto e che l’iscrizione sia un’aggiunta posteriore da non considerarsi verosimile.

Nel corso dei secoli, l’opera venne smontata e rimontata più volte. Requisito come bottino di guerra per ordine personale di Hitler nel 1942, durante la Seconda guerra mondiale il polittico fu nascosto in una miniera di sale e poi recuperato dai famosi Monuments Men, la squadra speciale americana che salvò una serie di importanti opere d’arte dalla razzia nazista. La ricostruzione attuale, seguita all’importante restauro dell’opera (iniziato nel 2012 e programmato fino al 2026), parrebbe essere quella più probabile.

Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32 Facciata del polittico chiuso, olio su tavola, 3,75 x 2,58 m. Gand, Saint-Bavon.

Il polittico chiuso

L’opera, che è il polittico più imponente fra quelli realizzati nelle Fiandre durante il XV secolo, trae il nome dal soggetto principale raffigurato, l’Adorazione dell’Agnello Mistico. È composta da molte tavole, otto delle quali fungono da sportelli e sono dipinte su entrambi i lati. Osservato chiuso, l’Altare di Gand presenta una facciata concepita come un complesso architettonico a due livelli che costituisce una sorta di introduzione a quanto poi presentato dal polittico aperto.

Il livello inferiore è diviso in quattro nicchie che accolgono le figure, a grandezza naturale, dei committenti inginocchiati (un nobile di Gand e sua moglie) e i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista. I due ritratti restituiscono fedelmente i tratti somatici dei coniugi, senza tralasciare alcun dettaglio, dalla barba di un giorno di lui alle rughe e occhiaie di entrambi. I santi, patroni della chiesa ospitante, sono presentati in forma di statua, con un eccellente effetto illusionistico da trompe-l-oeil.

Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare del committente con San Giovanni Battista.

L’Annunciazione

Il livello superiore, invece, presenta un ambiente con il soffitto a travi lignee piuttosto basso, aperto in fondo su una piazza cittadina, che ospita una Annunciazione e, idealmente al di sopra del soffitto, due profeti (Zaccaria a sinistra e Michea a destra) e due sibille (a sinistra la Sibilla Eritrea, a destra la Sibilla Cumana), tutti con cartigli, che profetizzano la venuta di Cristo. La facciata del polittico chiuso, dunque, simboleggia l’inizio e il prologo terreno del processo della Redenzione.

Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare con l’Annunciazione.

L’Arcangelo Gabriele porge alla Vergine un grande giglio, simbolo della sua purezza, e pronuncia la frase «Ave gratia plena D[omi]n[u]s tecum[m] » («Ave, o piena di grazia, il Signore è con te»). Maria, inginocchiata con le mani al petto, risponde «Ecce ancilla Domini» («Ecco l’ancella del Signore»). La colomba dello Spirito Santo è sospesa sopra il suo capo. Oltre le finestre, è possibile ammirare una veduta di Gand. All’interno della stanza, che sarebbe la dimora di Maria, una nicchietta gotica contiene un bacile e una brocca di bronzo e un asciugamano di lino, bordato d’azzurro.

Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare con l’Arcangelo Gabriele.
Leggi anche:  Il Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan Van Eyck
Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare dell’Arcangelo Gabriele.
Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare del paesaggio sullo sfondo con la veduta di Gand.
Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Facciata del polittico aperto, olio su tavola, 3,85 x 5,16 m. Gand, Saint-Bavon.

Il polittico aperto

Il polittico aperto è composto da dodici tavole, suddivise su due registri, e presenta una composizione diversa da quella esterna. Qui è il livello superiore a contenere le figure intere, molto più grandi e molto meno numerose di quelle che affollano l’ordine inferiore. I tre pannelli centrali in alto, unificati dalla prospettiva dell’unico pavimento, mostrano una figura maschile barbuta, assisa su un grande trono e identificabile sia come Dio padre sia (più verosimilmente) come Cristo Re, affiancato dalla Vergine e da san Giovanni Battista. Ai lati, angeli musicanti cantano la gloria di Dio e, alle due estremità, Adamo ed Eva, raffigurati nudi, testimoniano il potere dell’amore divino e della redenzione che, attraverso il sacrificio di Cristo, libera dal peccato l’umanità intera, che essi simbolicamente rappresentano.

Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare del Cristo-Dio affiancato dalla Vergine e San Giovanni Battista.

Il Cristo-Dio indossa una veste rossa, un mantello, del medesimo rosso, ornato di perle e una tiara a tre corone; con la mano destra benedice e con la sinistra tiene uno scettro. Un’altra corona è posata ai suoi piedi. Giovanni Battista indossa una tunica di pelo di cammello (secondo la sua iconografia) ma è coperto da un mantello bordato d’oro e ornato di perle e gemme. La Vergine, vestita di blu, porta una corona con pietre preziose e perle, ornata di gigli e rose, i fiori a lei dedicati.

Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare della Vergine.

Gli angeli di sinistra cantano leggendo le parole da un elaborato leggio; quelli di destra suonano un organo e alcuni strumenti a corda.

Adamo si copre il pube con una foglia di fico; Eva, con la mano destra, tiene il frutto del peccato originale. I corpi dei due progenitori sono riprodotti con spiccato realismo, evidente nei lunghi capelli di entrambi (lisci quelli di Eva, ricci quelli di Adamo), i peli del petto e delle braccia di Adamo, le vene in leggero rilievo. Le loro figure sono sormontate da due lunette che contengono le scene del Sacrificio di Caino e Abele (a sinistra) e dell’Uccisione di Abele (a destra).

Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Pannelli con Adamo ed Eva affiancati.
Leggi anche:  La Deposizione del Prado di Rogier Van der Weyden
Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare con Adamo e gli angeli cantori.
Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare di Adamo.
Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare degli angeli cantori.
Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare di Eva.

L’Adorazione dell’agnello mistico

Queste solenni icone superiori appaiono in contrasto con l’affollata scena che si dispiega nella parte bassa del polittico, quasi si trattasse di una predella, e che invece presenta il tema centrale dell’opera, l’Adorazione dell’agnello mistico, simbolo di Cristo. L’iconografia, piuttosto complessa, si basa essenzialmente sul testo dell’Apocalisse di Giovanni (7, 9), che recita: «[vidi] un’immensa folla, che nessuno poteva contare, di ogni stirpe, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. E gridavano a gran voce: La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’Agnello».

Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Pannello con l’Adorazione dell’Agnello mistico.

Nella tavola di Van Eyck, l’agnello è ritto sull’altare del sacrificio, posto al centro di un lussureggiante giardino, che reca l’iscrizione «Ecce agnus Dei qui tollit peccata mundi» («Ecco l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo»). Ha il capo circonfuso di luce e il petto squarciato da un’ampia ferita: il sangue che ne sgorga riempie un grosso calice, simbolo del sacrificio eucaristico.

Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare con l’Agnello mistico.

L’altare è coperto da un paliotto rosso e da una tovaglia bianca, corrispondenti ai colori liturgici delle feste del Santissimo Sacramento, ed è circondato da numerosi personaggi in adorazione. I primi, più vicini, sono le creature spirituali, cioè gli angeli, che spargono incenso e reggono i simboli della Passione. Apostoli, sante e santi, papi, scrittori antichi, filosofi e profeti sono invece più distanti, organizzati in quattro schiere compatte.

Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare con una delle schiere di fedeli adoranti.

Dai quattro pannelli laterali, schiere di genti giungono ad adorare l’agnello. Dall’estrema destra riconosciamo i pellegrini, guidati da san Cristoforo, poimartiri, i soldati di Cristo e infine, all’estrema sinistra, i giudici giusti. Quest’ultimo pannello non è originale. Venne infatti rubato nel 1934 e poi sostituito con una copia. Il verde paesaggio intorno allude al Paradiso; la città sullo sfondo, ricca di torri e palazzi, richiama la Gerusalemme celeste. In primo piano, la fontana della vita è zampillante d’acqua. L’immagine simbolica dello Spirito Santo, in alto, emana una luce sovrannaturale in forma di raggi che investono i personaggi in primo piano suggerendo uno schema prospettico.

Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare con gli eremiti (a sinistra) e i pellegrini (a destra).
Leggi anche:  La Natività dal Trittico Portinari di Hugo Van der Goes
Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare con i giudici (a sinistra) e i soldati di Cristo (a destra).

Il significato dell’opera

Il tema affrontato dal Polittico dell’Agnello Mistico è quello della redenzione. Adamo ed Eva, disubbidendo a Dio, hanno condannato l’umanità intera, che da loro discende, a vivere in una condizione di perenne peccato. Nella cornice del pannello che ospita Adamo si legge «Adam nos in morte precipitat» («Adamo ci ha fatti precipitare nella morte»), in quello di Eva «Eva occidendo orfuit» («Eva ci ha danneggiati con un delitto»).

Il sacrificio di Cristo è dunque necessario per redimere tutti gli uomini dal peccato. L’agnello, sin dalla più antica iconografia cristiana, simboleggia Cristo, sacrificato sino alla morte in croce per il bene di tutti. Fu Giovanni Battista, come si legge nel Vangelo, a rivolgersi a Gesù dicendo «ecco l’agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo». Non a caso, nel dipinto di Van Eyck, il muso dell’Agnello ricorda un volto umano. Questi marcati caratteri antropomorfi erano stati attenuati da ridipinture successive, che il recente restauro ha eliminato.

La collocazione dell’Agnello-Cristo sull’altare rimanda, inoltre, al sacramento dell’Eucarestia: il corpo di Cristo è infatti il pane e il vino offerti per la remissione dei peccati.

Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare dell’Agnello mistico.
Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Il muso dell’Agnello mistico prima e dopo il restauro.

Il senso dello spazio nella pittura fiamminga

Nell’Adorazione dell’agnello mistico, le figure non sono scalate in profondità, così come avrebbe dettato la regola della prospettiva fiorentina, ma si sovrappongono in una veduta dall’alto, secondo una concezione ancora tardogotica. La pittura delle Fiandre può infatti considerarsi erede legittima del Gotico internazionale, in quanto i fiamminghi condivisero con gli artisti tardogotici una certa convenzionalità nella rappresentazione dello spazio, e soprattutto la tendenza a rendere con straordinario realismo edifici, piante, animali, stoffe, gioielli e ogni particolare di cui si potesse riprodurre il più minuto dettaglio.

La loro concezione del mondo si mantenne, pertanto, sostanzialmente antiumanistica, in netta contrapposizione con l’antropocentrismo della cultura classica, e la loro cultura artistica si manifestò, come ha osservato lo storico dell’arte Giuliano Briganti, «in un realismo estraneo a ogni misurazione razionale dello spazio, sordo a ogni richiamo del classicismo, nemico di ogni idealizzazione della figura umana. Un realismo nato piuttosto da un rapporto vivissimo tra l’immaginazione più favolosa e l’attenta osservazione del mondo attraverso i sensi».

Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon. Particolare della città di Gand.

A differenza degli artisti italiani, infatti, i pittori fiamminghi raggiunsero l’illusione del reale non attraverso un’operazione di sintesi ma per mezzo di un metodo analitico, sommando un particolare all’altro ed esplorando con passione la variabilità dei fenomeni ottici.

«Questa differenza tra arte nordica e italiana durò a lungo e fu importante – ha scritto un grande studioso del Novecento, Ludovico Ragghianti – e non si va lontano dal vero affermando che ogni opera che eccelle nella rappresentazione della bellezza esteriore degli oggetti, dei fiori, dei gioielli o dei tessuti sarà di un artista nordico, e più probabilmente di un artista dei Paesi Bassi; mentre una pittura dai contorni arditi, dalla prospettiva chiara e dalla sicura conoscenza del mirabile corpo umano sarà italiana».

Per Brunelleschi, Donatello, Masaccio la visione era conoscenza e costruzione della realtà concepita al di fuori della sua mutevolezza, come «totalità unificata da un principio generatore e qualificatore», scrive ancora Ragghianti. Il rapporto dei fiamminghi con il mondo fisico fu invece vincolato alla concezione di un universo intelligibile nella sua struttura.

Jan Van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, 1426- 32. Gand, Saint-Bavon.

La pittura nordeuropea è un documento dell’amore che ogni artista provava nei confronti della natura, del mondo animale, vegetale e minerale, che richiama per certi versi gli studi monastici medievali, le produzioni di erbari e le altre sistematiche classificazioni, e spiega a un tempo quella tipica preferenza per i caratteri individuali delle cose. È dunque una forma d’arte marcata da una evidente sensorialità, che la distanzia, spesso in modo significativo, dall’esperienza prospettica fiorentina.


Articolo precedente Prossimo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Annulla Invia commento

  1. E’ un opera meravigliosa, da me vista 2 volte .Ogni formella è un capolavoro.
    La descrizione fatta è chiara, semplice e molto bella, Grazie

keyboard_arrow_up