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Regate ad Argenteuil di Monet
Un vivace paesaggio impressionista per celebrare l’estate.
By Giuseppe Nifosì Posted in Realismo ed Impressionismo on Luglio 7, 2019 0 Comments 3 min read
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Argenteuil era una rinomata città raggiungibile da Parigi via treno dove sin dal 1850 si svolgevano regate sul fiume che attiravano folle di turisti e curiosi. Il grande maestro impressionista Claude Monet (1840-1926) visse e lavorò ad Argenteuil dal dicembre 1871 al 1878. In questo periodo egli dipinse circa 170 tele, metà delle quali ha come soggetto paesaggi o eventi sportivi ambientati sulla riva della Senna. Nel 1872, quindi due anni prima della nascita ufficiale della corrente impressionista, Monet realizzò una tela che ritrae proprio una di queste regate.

Claude Monet, Regate ad Argenteuil, 1872. Olio su tela, 48 x 73 cm. Parigi, Musée d’Orsay.
Regate ad Argenteuil

Il quadro Regate ad Argenteuil già presenta tutte le caratteristiche dell’Impressionismo nascente. Prima di tutto, esso fu dipinto sulle rive del fiume, all’aria aperta e nella luce naturale. I colori racchiusi nei tubetti di stagno, da poco inventati, e il cavalletto portatile consentivano infatti a Monet, e agli altri pittori Impressionisti, di lavorare direttamente sul posto. L’opera è quanto mai emblematica del suo nuovo stile: Monet volle fissare sulla tela il fluire regolare dell’acqua e l’aspetto mutevole delle cose legato alle variabili condizioni della luce. Così, egli stese sull’azzurro del fiume i rossi delle case, i verdi degli alberi, i bianchi delle vele; non aveva alcuna importanza che il riflesso di un oggetto sull’acqua fosse, nella realtà, meno certo e fermo dell’oggetto in sé: nella sua poetica, la percezione di una immagine riflessa era concreta quanto quella delle cose reali e come tale andava rappresentata.

Claude Monet, Regate ad Argenteuil, 1872. Particolare.

Così, fissò le note cromatiche sull’acqua senza domandarsi a cosa appartenessero veramente. Senza dubbio, i bianchi insistenti delle vele e del loro riflesso sulla Senna risolvono la profondità in un solo piano; tuttavia, avrebbe risposto l’artista, lo spazio è profondo ma la retina è una superficie e la pittura deve rendere ciò che s’imprime nella retina del pittore. Con opere del genere, Monet sviluppò una concezione del tutto nuova della pittura. Il suo contributo, in tal senso, fu paragonabile a quello dei coevi ingegneri, che impiegando il ferro invece della pietra costruirono uno spazio completamente diverso da quello ereditato da una tradizione millenaria.

Claude Monet, Regate ad Argenteuil, 1872. Particolare.

Eppure, all’artista fu sempre contestato il criterio di selezione dei suoi soggetti paesaggistici. Secondo l’opinione degli accademici, infatti, nei paesaggi un artista non doveva solo mostrare la propria abilità manuale nel copiare la natura ma dimostrare il suo genio attraverso una sapiente selezione e un raffinato artificio. Invece, laddove gli “antichi maestri” avevano composto in studio i loro paesaggi scegliendo le parti più belle della natura, Monet amava dipingere all’aria aperta tutto quanto lo ispirava. Questa sua idea che in natura tutto fosse ugualmente degno, fu giudicata “artisticamente sbagliata”. In realtà, proprio questa reazione alle tradizionali convenzioni artistiche conferì alla pittura di Monet la sua originalità.

Claude Monet, Regate ad Argenteuil, 1872. Particolare.
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