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La facciata di Santa Maria Novella a Firenze di Alberti
Un capolavoro rinascimentale, nel ricordo del Medioevo.
Autore: Giuseppe Nifosì Pubblicato in L’età rinascimentale: il Quattrocento – Data: Luglio 29, 2020 0 commenti 4 minuti
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Fra il 1439 e il 1442 la famiglia fiorentina dei Rucellai commissionò al grande architetto rinascimentale Leon Battista Alberti (1404-1472) il completamento della facciata di Santa Maria Novella, che tuttavia fu iniziato solo nel 1458.

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Leon Battista Alberti, Facciata di Santa Maria Novella, 1458-70. Firenze. Veduta angolare.

Dialogare con il Medioevo

La facciata della vecchia chiesa gotica era rimasta incompiuta nel XIV secolo; Alberti quindi dovette conciliare il suo progetto con la preesistenza della parte inferiore, già occupata da nicchie-sepolcro e in parte rivestita a tarsie marmoree bianche e verdi, secondo la tradizione romanico-gotica fiorentina. Anche i tre portali e l’ampio rosone circolare erano già stati aperti e dimensionati; l’aspetto della facciata era infine condizionato dai livelli delle navate retrostanti.

Leon Battista Alberti, Facciata di Santa Maria Novella, 1458-70. Firenze. Veduta frontale.

La proposta albertiana

La facciata di Santa Maria Novella, secondo il progetto albertiano, presenta una soluzione innovativa. Ordini architettonici classici sono posti su un doppio livello e il prospetto si conclude con un frontone triangolare, alla maniera di un tempio greco.

Leon Battista Alberti, 1458-70. Firenze. Parte superiore.

Due grandi volute laterali nascondono le pendenze delle navate minori. L’uso delle tarsie marmoree, l’impostazione rigorosamente bidimensionale, la risoluzione di tutti i problemi attraverso il disegno sono componenti già tipiche del linguaggio architettonico medievale fiorentino; la facciata di Santa Maria Novella, erede legittima della Basilica di San Miniato e del Battistero, si poneva dunque come un tipico esempio di modernità rispettosa della tradizione.

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Leon Battista Alberti, Facciata di Santa Maria Novella, 1458-70. Firenze. Voluta laterale.
Leon Battista Alberti, 1458-70. Firenze. Voluta laterale. Decorazione centrale della voluta.

Il trattato De Re Aedificatoria

È importante, tuttavia, sottolineare che certe scelte progettuali risultarono ad Alberti obbligate, in quanto il tentativo di rendere compatibile una chiesa gotica con l’adozione di proporzioni classiche costrinse l’architetto a non applicare con rigore le regole canoniche degli ordini, che pure proprio in quel periodo aveva studiato ed esaminato nel suo trattato De Re Aedificatoria.

Leon Battista Alberti, Facciata di Santa Maria Novella, 1458-70. Firenze. Veduta laterale.

Le colonne e le lesene da lui disegnate per la facciata appaiono, per esempio, piuttosto “snelle”, perché allungate rispetto al diametro di base; l’alto attico, posto a separare la parte inferiore gotica da quella superiore classicistica, è certamente un elemento inedito, ovvio e geniale insieme, necessario per bilanciare l’eccessivo verticalismo della decorazione gotica e per ordinare più correttamente quel prospetto da tempietto tetrastilo (con quattro colonne in facciata) impostato in alto.

Leon Battista Alberti, Facciata di Santa Maria Novella, 1458-70. Firenze. Portale centrale.

Il portale centrale è la forma classicisticamente più corretta dell’intera architettura e si attiene a un modello desunto dal Pantheon.

Leon Battista Alberti, 1458-70. Firenze. Portale centrale.

Le proporzioni

Le proporzioni della facciata sono state indagate da due importanti studiosi del XX secolo, Rudolf Wittkower e Franco Borsi. Wittkower ha osservato che «l’intera facciata di Santa Maria Novella si inscrive esattamente in un quadrato. Un quadrato minore, il cui lato è la metà di quello maggiore, definisce il rapporto fra i due piani. L’ordine inferiore può essere diviso in due di tali quadrati, mentre uno, identico, circoscrive il piano superiore. In altre parole, l’intero edificio sta rispetto alle sue parti principali nel rapporto di uno a due, vale a dire nella relazione musicale dell’ottava, e questa proporzione si ripete nel rapporto tra la larghezza del piano superiore e quella dell’inferiore».

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Leon Battista Alberti, Facciata di Santa Maria Novella, 1458-70. Firenze. Schema proporzionale.

«L’esigenza teorica di Alberti di mantenere in tutto l’edificio la medesima proporzione è qui stata osservata», aggiunge Borsi, «ed è appunto la stretta applicazione di una serie continua di rapporti che denuncia il carattere non medievale di questa facciata» facendone «il primo grande esempio di eurythmia classica del Rinascimento».

Leon Battista Alberti, 1458-70. Firenze.


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